

Le stelle cadenti, le candeline dei compleanni, le fontane in cui ho gettato le monetine, i soffioni che ho soffiato: chissà cosa succederebbe se adesso quei desideri si avverassero tutti in un colpo!” (Fabrizio Caramagna)
Siamo animati dal desiderio e la nostra vita si muove attraverso momenti in cui desideriamo cose diverse ma pur sempre con una certa intensità.
Ti sei mai chiesta da dove nascono realmente questi desideri?
Non sempre desideriamo, infatti, qualcosa che ha a che fare con noi ma piuttosto con la società in cui viviamo, con le persone da cui siamo circondati, con i valori che immaginiamo guidino la nostra vita. E quindi a volte desideriamo quell’oggetto da cucina che ha la nostra vicina di casa e che immaginiamo possa stare bene anche a casa nostra, desideriamo il libro appena letto da un’amica, o ancora obiettivi di sicurezza e riconoscimento che crediamo possano farci stare meglio. Oppure desideriamo sposarci e avere figli perché a questa età è questo che chiede la società in cui viviamo.
Quindi forse il primo importante passo che possiamo compiere quando ci muoviamo nel vasto tema dei desideri è quello di domandarci se il desiderio a cui stiamo dando energia ci appartiene veramente, parla davvero di noi oppure è un condizionamento esterno a cui sto dando valore senza rendermene conto?
Foto di alex shute unsplash
Come counselor che lavora sulla Leggerezza mi è capitato spesso di osservare questa dinamica: la persona arriva da me convinta di voler lavorare su un obiettivo e mentre esploriamo il tema già nei primi incontri si accorge che in realtà non è quello ciò che vuole. E questo a volte accade perché non ci chiediamo “cosa mi farebbe stare bene ora, di cosa ho bisogno” bensì partiamo da ciò che siamo certi di non volere più nella nostra vita.
Ti porto un esempio concreto.
Una persona può arrivare dicendo: “voglio cambiare lavoro”. Pensiamo di non volere più il lavoro che abbiamo; quando però esploriamo insieme la situazione emerge che non desidera realmente un’altra professione bensì ciò di cui sente il bisogno è avere più tempo per sé e la possibilità di esprimere la propria creatività. Il lavoro diventa solo il contenitore in cui è identificato il problema.
Oppure una persona può dire: “voglio trovare una relazione” perché pensa di non voler più stare da sola. Approfondendo scopre che il bisogno più profondo non è necessariamente avere un partner ma sentirsi accolta e in connessione. A volte quel bisogno può essere nutrito inizialmente attraverso nuove amicizie o nuovi interessi o un rapporto più gentile con sé stessa.
In questi casi, partendo da ciò che la persona sa di non volere più, non si connette con ciò che desidera in modo autentico ma si aggancia ad una frequenza che esprime solo in modo generico il tema.
Foto di liu jiawei unsplash
Una volta identificato il reale desiderio a cui vogliamo dedicare la nostra attenzione e investito tempo, ed energie in questo, non è semplice accettare che poi lo stesso non si realizzi. Quando questo accade ci sentiamo frustrati, abbattuti, tristi e spesso mettiamo addirittura in discussione la nostra capacità di ottenere, da quel momento in poi, anche altri desideri o obiettivi.
In realtà le motivazioni per cui un desiderio non si realizza possono davvero essere diverse:
Come ti scrivevo nel paragrafo qui sopra, a volte il desiderio che abbiamo fermato nella mente non corrisponde davvero a ciò che vogliamo noi bensì a qualcosa che arriva o da altri o da ciò che non vogliamo più.
In questo caso la domanda che ti lascio e che ti permette di esplorare dentro di te la situazione è questa:
“Lo desidero davvero o il desiderio nasce da un condizionamento esterno?”
“Desidero cambiare lavoro e allo stesso tempo ho paura di perdere sicurezza”. Ci sono desideri che nascondo un conflitto interiore. Una parte di noi desidera il cambiamento mentre l’altra lo teme. In tale caso è utile trovare un ponte di collegamento tra le due prospettive e una domanda che puoi farti è proprio questa:
“Se esistesse un ponte che collega queste due parti quale sarebbe?”
La natura ci insegna che non è possibile chiedere ad un albero di fiorire in autunno perché il processo è controtendenza. Ci sono alcuni desideri che non possono essere manifestati in un periodo specifico per lo stesso motivo. La domanda che puoi porti in questo caso potrebbe essere:
“Cosa mi anima così ardentemente nel desiderare questa cosa proprio adesso?”. Potresti veder emergere dei limiti su cui lavorare.
Metti a fuoco il desiderio che vuoi realizzare, esprimilo, chiedi aiuto all’Universo e poi lascialo andare. In questo modo è più facile che tu non boicotti il risultato attraverso una forma di controllo costante che non fa altro che spegnerne l’energia perché ti manca la fiducia che è un ingrediente essenziale. Chiediti:
“Cosa mi frena dal lasciare che questo desiderio venga esaudito dall’Universo?”
Alcuni desideri non nascono per essere realizzati bensì per portarci nel cammino destinato ad insegnarci qualcosa che la nostra Anima ha scelto di vivere in questo cammino. E quindi magari attraverso quel desiderio necessitiamo di sviluppare: pazienza, fiducia, amore per noi stessi, coraggio, capacità di scegliere….
“Cosa mi sta insegnando questo desiderio che non si realizza?”
In questa prospettiva anche un desiderio non realizzato ha un’importante prospettiva di crescita.
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