come lasciarti nutrire dalla solitudine

 

La solitudine può portare a forme straordinarie di libertà. Fabrizio De André

Mi sono accorta, vivendolo in primis sulla mia stessa pelle e attraverso esperienze dirette, che spesso non riusciamo a stare e a vivere la solitudine come qualcosa di accogliente e nutriente perché attribuiamo ad essa un significato vecchio e inappropriato.

 

UN VECCHIO CONCETTO DI SOLITUDINE

Tra le parole che hanno sempre esercitato su di me, pur trascorrendo il tempo, un certo condizionamento e un certo smarrimento c’è senza ombra di dubbio lei: LA SOLITUDINE.

Un po’ per cultura, un po’ per educazione e un po’ per esperienze mie personali, la solitudine ha sempre rivestito il ruolo di qualcosa da tenere alla larga, come se non fosse qualcosa di socialmente accettabile.

Ricordo, per esempio, mamma quando parlava di una ragazza, figlia di una famiglia che abitava nella nostra sessa via, che “era sempre da sola” come se stesse parlando di qualcosa che assolutamente era meglio non fare. Già, frasi dette nel mentre di una conversazione o di un pranzo, che restano appiccicate addosso e creano dei veri e propri “mostri” dentro di noi.

A quella parola ho quindi sempre attribuito un significato che a tutto riconduce tranne che a qualcosa di pacifico o di funzionale per me.

Forse anche tu hai questa idea della solitudine come di qualcosa da evitare a tutti i costi perché fa paura, perché mette tristezza, perché dà l’idea di essere qualcosa da cui riusciamo a liberarci a fatica. E forse anche tu credi a questo significato ereditato senza magari esserti concessa il tempo di vagliarlo alla luce della tua nuova esperienza, cercando di cogliere se effettivamente è ancora qualcosa che va bene per te oppure no.

 

Ciò che importa non è ciò che fanno di noi, ma ciò che noi facciamo di ciò che hanno fatto di noi. Jean-Paul Sartre

 

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Foto di geoffroy hauwen unsplash

 

 

SCEGLI COSA FARNE

Ho sempre amato questa frase di Sartre fin dal primo giorno in cui l’ho sentita nominare dalla psicologa che seguiva la crescita personale all’interno del master in Counseling.

Ricordo che mi aveva dato un profondo senso di libertà perché sostituiva il condizionamento che spesso ci pervade al senso di responsabilità con cui possiamo considerare ciò che ci viene tramandato da chi ci cresce.

 

Cosa intendo?

Mi riferisco al fatto che i nostri genitori o le persone che si sono occupate della nostra crescita hanno fatto del loro meglio con ciò che erano e con i mezzi che avevano a disposizione. Nel portare avanti tutto questo ci hanno trasmesso alcuni concetti che, oggi, potrebbero essere per noi “fuori luogo”.

Ed ecco che arriva il nostro potere. Se ci accorgiamo che l’idea che abbiamo rispetto a certe tematiche ricalca ciò che loro ci hanno trasmesso e sentiamo non essere più affine a ciò che siamo diventati, possiamo scegliere responsabilmente di lasciare andare quel concetto e di sostituirlo con quello che ci risuona maggiormente.

E’ necessario prima di tutto accorgerci del “conflitto” che quella convinzione genera in noi, onorarla, ringraziarla per il tempo in cui ci è stata utile, lasciarla andare e posizionare al suo posto il nuovo concetto che risuona con la nostra frequenza del momento.

Perché ti sto dicendo questo? Te lo svelo nel prossimo paragrafo.

 

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Foto di kristina tripkovic unsplash

 

LA LIBERTA’ DI ESSERE TE STESSA

Restare in ascolto di te e sentire cosa ti rappresenta e cosa può essere lasciato andare e sostituito è una delle forme migliori di libertà che puoi coltivare. Cambiamo ogni giorno ed è quindi inevitabile che, crescendo, certi concetti che hanno rappresentato per noi le fondamenta possano non essere più così calzanti. Tenerli ancora con noi per onorarli non è un modo per mostrare loro gratitudine bensì, al contrario, un modo per continuare a stare in una gabbia che nel tempo ci siamo costruiti con le nostre stesse mani.

Al contrario, prendere consapevolezza di ciò che è cambiato in te e riadattare pensieri e convinzioni significa alimentare il tuo senso di libertà profondo.

E questo suona molto bene con il tema della solitudine di cui ti sto parlando all’interno di questo articolo. Te ne parlo perché me ne sono accorta proprio recentemente attraverso un’esperienza diretta vissuta in prima persona.

Ultimamente la vita mi ha invitata a definire un nuovo equilibrio personale. Questa richiesta mi ha portata ad essere sempre di più dentro di me piuttosto che fuori, con lo scopo di sentire ed ascoltare quali sono i miei bisogni e cosa la mia Anima in concreto mi sta chiedendo. Ho trascorso, a tal fine, 2 giorni in montagna: sono salita ad un rifugio e sono rimasta lì una notte a dormire, prendendo contatto con tutto ciò che faceva parte del contesto circostante. Beh, magari mi dirai, “che c’è di così complicato in questa esperienza?”.

 

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Foto di Fabiana Pozzi

 

Nulla. E’ un’esperienza semplice, se vuoi. Infatti il concetto non è in sé l’esperienza nei suoi termini concreti (raggiungere la partenza, percorrere il sentiero, salire al rifugio…etc…) bensì ciò che essa va a stimolare di interiore. Nel mio caso è andata a smuovere proprio questo tema di cui ti sto parlando nell’articolo ovvero ha smosso una vecchia idea che avevo del concetto di solitudine affinché potessi in qualche modo vederla, accorgermi del condizionamento e…lasciare spazio ad altro.

 

COSA HA PRESO IL POSTO 

Mentre scrivevo sul mio quaderno seduta ad un tavolo di legno, scaldata dal sole, con il rifugio alle spalle e le montagne di fronte, è stato proprio questo di cui ho preso visione:

“Se sei da sola non è una bella cosa. Vuol dire che nella vita non sei stata in grado di costruire qualcosa di solido”

Questa è la frase che, boom, con tutta la sua potenza e irruenza è emersa in un profondo momento di ascolto lì, dispersa in quel luogo silenzioso, senza altro da fare se non ascoltarmi. E’ salita a galla, voleva farsi notare, voleva farsi sentire, voleva che la guardassi e ci facessi i conti. E così è stato! L’ho sentita e mi sono accorta che...non era mia! Era una frase acquisita, tenuta al caldo per molto tempo. E non era la mia! Così lì, accompagnata e abbracciata dalla natura, ho finalmente scelto di lasciarla andare al vento e di sostituirla

“Quando sono sola nutro la profonda e intima connessione con la mia Anima e gioisco per questo!”.

Wow, che leggerezza!!!

Nel prossimo articolo alcuni passi importanti per vivere la solitudine con leggerezza. Stay tuned

 

La solitudine può essere una tremenda condanna o una meravigliosa conquista. Bernardo Bertolucci

Pubblicato il: 03/05/2026

Chi sono

Fabiana Pozzi

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